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Umbertide

Il territorio di Umbertide (in provincia di Perugia) vanta antichissime visitazioni, con una densa antropizzazione favorita dalla vicinanza del Fiume Tevere e dall’orografia per lo più pianeggiante, adatta alle colture agricole. Per certo si sa che un insediamento esisteva già nel VI sec. a.C., di cui sono testimonianza sono i bronzetti votivi rinvenuti sul monte Acuto durante gli scavi di quello che era un santuario d’altura: le figurine con forme antropomorfe e animali sono di fattura molto semplice, tipiche di una società povera a carattere agricolo pastorale legata alla civiltà degli Umbri.

La lavorazione della ceramica ad Umbertide, allora chiamata Fratta, risale al 1400 come riportato da Filippo Natali nel suo saggio “Notizie e memorie sulle figuline e sull’arte del vasaro a Fratta” pubblicato nel 1890, dove scrive:  “[…] ciò che meglio di ogni altra cosa attesta dell’esistenza di fabbriche ceramiche a Fratta, sono le opere stesse, come si rileva dagli oggetti che sparsi si trovano per i vari musei e collezioni private, non solo d’Italia, ma d’Europa altresì, fabbricati in questo luogo […]”.

Questa tradizione secolare è stata ripresa a partire dalla prima metà del XX secolo da iniziative imprenditoriali coraggiose e innovative che hanno saputo imporsi a livello nazionale, a partire da quella delle Ceramiche Rometti. La manifattura, fondata da Settimio e Aspromonte Rometti nel 1927 e ancora oggi in attività , grazie al contributo fondamentale di personaggi come Dante Baldelli, Leoncillo, Corrado Cagli e Mario di Giacomo, all’epoca giovanissimi studenti dell’Accademia d’ Arte di via di Ripetta a Roma, si impose subito come rivoluzionaria nel panorama manifatturiero nazionale, creando oggetti che recavano traccia delle più avanzate tendenze artistiche dell’epoca in una sintesi formale tra primitivismo, futurismo, razionalismo, art decò e influssi della Bauhaus.

Dopo la Rometti, da una sua costola, nel 1947 per iniziativa dell’Ing. Domenico Pucci nascono le Ceramiche Pucci, la cui attività cessò nel 1962 dopo che nel 1958 aveva cambiato la propria ragione sociale in Maioliche Pucci. Nonostante il breve lasso di tempo in cui hanno operato, le Ceramiche Pucci hanno comunque lasciato in ogni oggetto un segno inconfondibile che è espressione di un originale percorso artistico.

Il gusto per l’innovazione e la ricerca nella lavorazione della ceramica che ha caratterizzato fortemente queste esperienze imprenditoriali è ancora vivo nel nostro territorio grazie ad imprese e laboratori artigiani, a partire dalla Rometti che vanta prestigiose collaborazioni con artisti e designer quali Ambrogio Pozzi, Liliane Lijn, Chantal Thomass, Cèdric Ragot, Jean-Christophe Clair, Ugo La Pietra, Kenzo Takada.