Skip to main content

Acquapendente

La città di Acquapendente vanta una lunghissima tradizione legata alla ceramica, che parte dal Medioevo per arrivare fino ai giorni nostri.

Nel corso dei secoli la città è stata caratterizzata da attività di ceramisti locali o da lavoranti emigrati da altri paesi che si spostavano in città per svolgere la propria professione di ceramista o altre mansioni legate all’arte della vascelleria.

Nel corso dei secoli XV e XVI il livello produttivo e qualitativo delle produzioni locali assunse notorietà e importanza nazionale e le esportazioni verso i mercati di grandi città (Firenze, Napoli, Roma, Salerno) sono ampiamente documentati.

Nelle documentazioni del XV Secolo si annotano provenienze da varie parti d’Italia, in maggioranza dai centri limitrofi di Siena, Orvieto e Viterbo, cosa che ha  contribuito alla creazione di un clima culturale favorevole allo sviluppo dell’arte e ha fatto di Acquapendente un sicuro polo attrattore per molte maestranze, le quali stabilivano la loro residenza in città diventando a tutti gli effetti cittadini aquesiani.

Nel corso del 1500 l’Arte dei Vascellari regolava e tutelava i lavoratori di Acquapendente. Aveva a capo due Consoli che avevano prerogative su tutti gli uomini dell’arte e legiferavano sulla materia inerente l’arte stessa. Accanto a queste due figure, si trovano nei documenti personaggi col titolo di Camerlengo, Sindaco e Procuratore.

La maggior parte delle materie prime era reperita in loco o nel raggio di pochi chilometri. L’acqua era presente in abbondanza in città, e le due fonti principali erano gratuitamente a disposizione di tutti. La legna era di pari abbondanza per la presenza di boschi e la vicina selva della comunità costituiva una risorsa a buon mercato. L’argilla si cavava in località fornace, che era la principale cava a circa un km dal paese, sicuramente esistevano altri luoghi di estrazione in val di Paglia e altre località del circondario. I colori venivano lavorati nei mulini di proprietà privata o di proprietà dell’Arte dei Vascellari in località Porta della Ripa.

Le caratteristiche della ceramica cinquecentesca di Acquapendente sono l’impasto del corpo ceramico di colore rosso mattone e la presenza, nella maggior parte dei manufatti, dell’ingobbiatura in prima cottura. La forma in argilla cruda essiccata viene immersa in un bagno liquido a base di caolino e terre bianche che permette di ottenere dopo la cottura un pezzo completamente bianco, su cui poi applicare gli ossidi dei colori e ottenere, dopo la seconda cottura, l’oggetto finito apparentemente simile agli oggetti smaltati. La funzione pratica di questa operazione è quella di risparmiare sul colore bianco, che in alternativa doveva essere applicato usando l’ossido di stagno, molto più costoso dell’ingobbio.

 

Alcune ceramiche di Acquapendente dalla mostra “Il ‘600 un’esplosione di colori” Archeo Acquapendente, Giugno2023-Giugno 2024.